scrittura 1 Nov Cosacce alle cosacche

Poi c’era quello che diceva le cosacce alle donne,
mentre faceva loro il sesso.
Anche prima e dopo, in verità,
però un conto è che dicesse “urla, troia” durante,
un conto è prima o dopo che non significa niente. Insomma…

E le donne, quelle,
gradivano il farsi dire le cosacce.
Intuita la potenzialità, l’uomo che diceva le cosacce alle donne decise.
E mise su un bel cartello: “io vi dico le cosacce, quelle che il vostro compagno non vi dice”.
Non “lavami i calzini, donna” ne “stirami la camicia, femmina”,
ma “sii influente e suina per me, laida”, o anche “spalmati di olio che ti bruschetto col mio spito, ovina” (questa andava forte).

E le donne, quelle,
pure fecero il cartello “noi che ci facciamo dire le cosacce senza mozzicarvelo”.
E per quanto poco credibile, lo facevano a gratis.
Ma in tutto questo nessuno pensa alla compagna dell’uomo,
e ai compagni delle donne, cosacche o meno, che ‘ste cose non le facevano.
No, loro no.
Loro, a quel punto, un’orgia. Ma con educazione.


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